I diritti civili e le libertà

Il diritto del fanciullo di non essere sottoposto a tortura o a pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti

Nelle Osservazioni Conclusive del 2003 il Comitato ONU al punto 31 ha espresso profonda preoccupazione “per i casi riportati di maltrattamento sui bambini da parte di pubblici ufficiali e per la prevalenza dell’abuso, in particolare su minori stranieri e rom”.

- Il Comitato ONU al punto 32 delle Osservazioni Conclusive del 2003 ha raccomandato all’Italia di:

INTRODUZIONE REATO DI TORTURA

Il Gruppo CRC a partire dal 2° Rapporto di aggiornamento ha monitorato in particolare l’attuazione della raccomandazione di cui al punto 32 a) rilevando il mancato adeguamento della legislazione italiana rispetto all’introduzione del reato di tortura nel Codice penale.

- Leggi l’analisi e le raccomandazioni del Gruppo CRC nei Rapporti di aggiornamento:

Dal 5° Rapporto CRC, il Gruppo CRC ha monitorato e approfondito due tematiche nuove, le Punizioni corporali nei confronti dei bambini anche in ambito domestico e il fenomeno delle Mutilazioni Genitali Femminili.

PUNIZIONI CORPORALI

Nel Commento Generale n.8 (2006), The right of the child to protection
from corporal punishment and other cruel or degrading forms of
punishment
, il Comitato ONU definisce le punizioni corporali come «qualsiasi punizione per la quale viene utilizzata la forza fisica, allo scopo di infliggere un certo livello di dolore o di afflizione, non importa quanto lieve. Nella maggior parte dei casi consiste nel colpire («picchiare», «schiaffeggiare», «sculacciare») i bambini, utilizzando la mano o un
utensile (frusta, bastone, cintura, scarpa, cucchiaio di legno, ecc.)».
Nelle Osservazioni Conclusive del 2011, il Comitato ONU al punto 35 raccomanda che l’Italia riformi la legislazione nazionale in modo da garantire la proibizione esplicita di tutte le forme di punizione fisica in tutti gli ambiti, anche domestici, sulla scorta del commento generale del Comitato n. 8 (2006) sul diritto dei minori alla protezione dalle punizioni fisiche e da altre forme di punizione crudeli o degradanti e del commento generale n. 13 (2011) sul diritto dei minori di non subire violenza sotto qualsiasi forma e che diffonda la consapevolezza tra i genitori e il pubblico in generale sull’impatto delle punizioni fisiche sul benessere dei minori e sui validi metodi di disciplina alternativi, conformi
ai diritti dei minori.

- Leggi l’analisi e le raccomandazioni del Gruppo CRC sul tema delle punizioni corporali o degradanti nei confronti dei bambini nel:

Approfondimento: per monitorare lo stato della legislazione globale in materia di tutela dell’infanzia e adolescenza dalle punizioni corporali consultare l’iniziativa globale end all of corporal punishment

MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

Con l’espressione «mutilazioni genitali femminili» si fa riferimento a tutte le forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o altre
modificazioni indotte agli organi genitali femminili, effettuate per ragioni culturali o altre comunque non terapeutiche.

- Leggi l’analisi e le raccomandazioni del Gruppo CRC sul fenomeno delle Mutilazioni genitali femminili in Italia nel:

Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU contro la tortura (OPCAT)
Adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 2002 è entrato in vigore il 22 giugno 2006. È stato firmato dall’Italia il 20 agosto 2003 ed approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati il 24 ottobre 2012.
- Per visualizzare lo status delle firme e delle ratifiche
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L’obiettivo del Protocollo è di prevenire la tortura e gli altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani e degradanti (maltrattamenti) mediante l’istituzione di un sistema di visite regolari nei luoghi di detenzione, da parte di "meccanismi preventivi nazionali" indipendenti che gli Stati parte del Protocollo s’impegnano a istituire o nominare, e di un nuovo organismo internazionale di esperti, il Sottocomitato per la prevenzione della tortura.

Comitato ONU contro la tortura
Istituito dall’art. 17 CAT, è composto da dieci esperti di alta moralità e di riconosciuta competenza nel campo dei diritti dell’uomo, che partecipano a titolo personale.
- Per visualizzare gli attuali componenti del Comitato
CLICCA QUI
Ha il compito di monitorare lo stato di attuazione della CAT nei Paesi che l’hanno ratificata.
Ai sensi dell’art. 19 CAT gli Stati sono tenuti a presentare al Comitato un Rapporto sullo stato di attuazione della CAT dopo un anno dalla ratifica e successivamente ogni 4 anni. Il Comitato, dopo aver esaminato il Rapporto Governativo, formula e rivolge agli Stati preoccupazioni e raccomandazioni contenute nelle Osservazioni Conclusive
Rapporti presentati dall’Italia e Osservazioni Conclusive rivolte dal Comitato all’Italia

Inoltre il Comitato CAT può:


Documenti e siti internet di riferimento sull’argomento:

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E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 novembre (...)

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