Politiche inadeguate per gli adolescenti

A cura del Coordinamento Gruppo CRC

L’adolescenza è un universo complesso, per questo il Gruppo CRC ha deciso di dedicare l’introduzione del 9° Rapporto alla fascia di età compresa tra i 14 e i 18 anni.
Al 1° gennaio 2015, gli adolescenti nella fascia 14-17 anni sono 2.293.778 (il totale delle persone di minore età è di 10.096.165). Degli stranieri residenti in Italia il 3,7% (186.450) hanno un’età compresa tra i 14 e i 17 anni (l’8,1% della popolazione adolescente residente in Italia).
Dal secolo scorso l’adolescenza è stata accreditata come un’età di passaggio, una fase di transizione dall’infanzia all’età adulta. Gli studi più recenti, poi, concordano nel superare quelle concezioni che tendono a caratterizzare questa fase come “età della crisi”, in favore di un approccio che punta invece a studiarla come un percorso entro cui l’adolescente deve affrontare diversi compiti di crescita, per costruire la propria identità. Diventa importante, quindi, approfondire qualità e caratteristiche del loro percorso evolutivo: la ricerca di nuovi rapporti esterni alla famiglia con i coetanei, ma anche con altre figure adulte come gli insegnanti; la spinta a fare nuove esperienze; la ricerca di nuovi modelli e valori; le transizioni scolastiche e verso il mondo del lavoro; i comportamenti sessuali.
Il gruppo dei pari, la Rete Internet, gli stili di vita proposti dai mass media esercitano una forte influenza sui giovani, nei quali si rileva una diminuzione della percezione del rischio e una forte pressione ad assumere comportamenti e condotte a rischio che provocano isolamento, inquietudine, arrendevolezza.
I social network sono diventati lo strumento sempre più utilizzato per conoscere altre persone e per costruire e gestire una parte significativa delle relazioni con gli altri, secondo modalità profondamente diverse da quelle delle generazioni precedenti.

Stando agli ultimi dati ISTAT, “quella attuale è, infatti, la prima generazione di adolescenti cresciuta in una società in cui l’essere connessi rappresenta un dato di fatto, un’esperienza connaturata alla quotidianità”: nel 2014, l’83% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni utilizzava Internet con un telefono cellulare e il 57% navigava sul Web. Tali abitudini hanno un impatto anche sulla sedentarietà degli adolescenti. Quattro ragazzi su dieci (il 42%) trascorrono davanti al televisore da una a due ore al giorno.
Studi e ricerche evidenziano come l’uso di sostanze psicoattive da parte dei giovani sia in costante aumento. Il policonsumo di sostanze, legali e illegali, rappresenta lo stile prevalente, soprattutto per quanto riguarda l’assunzione di alcol, tabacco e cannabis.
Il sexting, legato a un uso non consapevole dei social network, è un fenomeno che può denotare (a seconda delle età e delle modalità in cui avviene) un approccio alla sessualità inadeguato e l’incapacità di riconoscere i propri limiti o di opporsi alla pressione sociale: mancano percorsi idonei di educazione all’affettività e alle emozioni.

Inoltre, gli adolescenti che subiscono o hanno subìto azioni di bullismo e/o cyberbullismo, anche omofobico, sono oltre il 50%.
Per ciò che attiene le transizioni scolastiche e verso il mondo del lavoro, l’Italia è tra i Paesi europei con il più alto tasso di dispersione: nel 2014, il 15% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ha conseguito al massimo il titolo di scuola media. Molti dispersi finiscono per rientrare nella categoria dei Neet, ovvero i giovani che non studiano e non lavorano (not in education, employment or training): circa il 24% dei giovani tra i 15 e i 29 anni secondo l’Istat.
Gli adolescenti, prossimi alla maggiore età, che vivono in comunità o in affidamento familiare, rappresentano una percentuale significativa sul totale, confermando la tendenza già evidenziata nei Rapporti precedenti: 4,1 per mille degli adolescenti di età 15/17 anni (poco più di 7.000 ragazzi/e), secondo dati ISTAT. Spesso, concluso il loro percorso di accoglienza, questi giovani sono costretti a raggiungere un’autonomia abitativa, lavorativa e relazionale prematuramente e senza un adeguato sostegno sociale.
Tuttavia, uno sguardo più attento ci consente di cogliere anche le spinte positive e creative degli adolescenti, che chiedono al mondo adulto riconoscimento e valorizzazione. Un recente lavoro di analisi, compiuto sulle lettere di giovani tra i 16 e i 20 anni, mette in evidenza come nelle parole dei ragazzi e delle ragazze il tema del futuro porti con sé non soltanto incertezze e paure, ma anche un grande amore per il mondo e per la vita, il desiderio di proteggere la natura, la preoccupazione per il pianeta e l’attivismo nel mondo del volontariato.

L’attività sportiva occupa un posto rilevante nella vita degli adolescenti: il 67,2% dei ragazzi e il 51,5% delle ragazze tra i 14 e i 17 anni svolgono regolarmente attività sportiva nel tempo libero, anche in forma agonistica.
E’ interessante inoltre rilevare che, sebbene in Italia la fruizione culturale e in particolare la lettura sia molto carente, le fasce d’età 11-14 e 15-17 mostrano percentuali migliori rispetto al totale della popolazione: rispettivamente il 52% e il 54% hanno letto almeno un libro nel 2015, rispetto al 42% della popolazione dai 6 anni in su. Anche la quota di adolescenti che sono andati almeno 1 volta in un anno a teatro, al cinema, ad una mostra, un museo, ad un concerto è molto più elevata della media (estesa alla popolazione sopra i 6 anni)14, sebbene ancora molto ridotta rispetto agli altri paesi europei.

Il Gruppo CRC sottolinea quindi la necessità di interventi educativi qualificati, che coinvolgano sinergicamente e congiuntamente gli attori del cosiddetto “quadrilatero formativo” (famiglia, scuola, istituzioni, Terzo Settore) e, allo stesso tempo, attivino le risorse dei ragazzi e delle ragazze e ne valorizzino il protagonismo.

Per approfondimento si veda 9° Rapporto CRC

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