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Minori stranieri, il Gruppo CRC raccomanda il riconoscimento dell’assistenza sanitaria di base con attribuzione del pediatra di libera scelta anche per i minori non regolari

L’11 luglio, il Network ha inviato una lettera alla Regione Lombardia esprimendo la propria preoccupazione e contrarietà rispetto alla decisione presa in seno al Consiglio regionale il 2 luglio scorso che di fatto nega ai bambini figli di genitori irregolari il diritto ad un pediatra.

La tutela della salute è una priorità sempre più correlata alla capacità di programmazione e pianificazione a livello locale di interventi di promozione della salute. I minori richiedono un tipo di assistenza sanitaria articolata in più servizi e in più figure professionali, come risposta ai differenti bisogni di salute. Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) affida al Pediatra di libera scelta (PLS) l’assistenza specialistica di primo livello del bambino (dalla nascita fino ai 14-16 anni). In questo modo, il sistema garantisce un’accoglienza socio-sanitaria omogenea su tutto il territorio nazionale, al fine di assicurare continuità e coordinamento tra realtà assistenziali, ospedaliere e territoriale.

Per questa ragione, il Gruppo CRC ritiene essenziale garantire a tutti i minori presenti sul territorio italiano il diritto ad avere un pediatra o un medico generale di riferimento.

Nel 6° Rapporto CRC il Network aveva sottolineato l’importanza dell’approvazione dell’Accordo Stato Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati (avvenuta alla Conferenza Stato-Regioni del 20/12/2012), quale rivoluzionario passo avanti nella storia dell’assistenza sanitaria al bambino migrante. Tale accordo infatti sancisce l’iscrizione obbligatoria al SSN dei minori stranieri presenti sul territorio a prescindere dal possesso del permesso di soggiorno. Fra l’altro, non si tratta di una nuova legge, ma del livello interpretativo di norme esistenti. Nel 6° Rapporto si precisa anche che il pediatra di famiglia, tutore della salute del bambino intesa come benessere globale psico-fisico, oggi più che in passato ha un ruolo centrale nella strategia assistenziale del bambino immigrato e, instaurando un rapporto continuativo con le famiglie, nell’attività di prevenzione e educazione alla salute.

Il testo dell’Accordo nasce da un lungo lavoro tecnico e da una serie di passaggi istituzionali che hanno portato alla sua approvazione ed alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale S.O. n. 32 del 7 febbraio 2013; le Regioni Lazio, Puglia, Liguria, Campania, Calabria, Friuli Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Trento1, già lo hanno recepito formalmente ed altre, per la parte relativa ai minori, lo applicano nei contenuti (Toscana, Umbria e Molise).

Nella lettera indirizzata alla Regione Lombardia, il Gruppo CRC ribadisce quanto già raccomandato nel 6° Rapporto di prevedere l’iscrizione obbligatoria al SSN con l’attribuzione del Pediatra di libera scelta o il Medico di medicina generale a tutti i minori stranieri presenti sul territorio nazionale a prescindere dalla loro condizione giuridica (STP2) come previsto dall’Accordo della Conferenza Stato-Regioni e di estendere tale opportunità ai minori comunitari in possesso di codice ENI3 o analogo, affinché il diritto alla salute sia riconosciuto e tutelato per tutti su tutto il territorio nazionale e in accordo con le indicazioni internazionali.

Per approfondimenti, si veda
SALUTE E SERVIZI SANITARI - Accesso si servizi sanitari per minori stranieri

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