L’art. 3 della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) sancisce il principio del superiore interesse del minore, ovvero dispone che in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere una considerazione preminente.

Chi deve assumere una decisione che riguarda la vita di un bambino/adolescente è   quindi chiamato ad ascoltare e a prendere in considerazione l’opinione dei minori rispetto ai temi che li riguardano. Nel 2013 il Comitato ONU ha adottato il Commento generale n.14 al fine di confermare il principio del superiore interesse del minore come elemento portante del sistema giuridico rappresentato dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Nelle Osservazioni Conclusive del 2019, lo stesso Comitato ha raccomandato all’Italia di:

  1. rafforzare il proprio impegno per garantire un’adeguata attuazione del principio in tutti i procedimenti e le decisioni legislative, amministrative e giudiziarie così come in tutte le politiche, i programmi e i progetti che siano rilevanti e che abbiano un impatto sui minorenni.
  2. sviluppare procedure e criteri per consentire a tutti i professionisti di determinare quale sia il superiore interesse del minore al fine di riconoscergli il dovuto peso come considerazione prioritaria.

Leggi l’analisi e le raccomandazioni del Gruppo CRC sul principio del superiore interesse del minore in ciascun Rapporto di aggiornamento:

10°Rapporto CRC 2018 – 2019

 

Approfondimento:

Commento generale n.14