Cosa pensano gli italiani delle mutilazioni genitali femminili (MGF)? Amref Italia lo ha rilevato, in occasione della Giornata Mondiale per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili (6 febbraio), con un’indagine condotta da Ipsos.

Qual è il livello di informazione degli italiani rispetto al tema delle mutilazioni genitali femminili? Dall’indagine di Ipsos condotta per Amref Italia (Africa e salute: l’opinione degli Italiani) solo il 7% si dichiara molto informato. Dato che sale all’11% tra la GenZ. Elevata la quota dei dubbiosi: il 38% non è certo se siano presenti oppure no in Italia, attualmente, donne/ragazze che hanno subito mutilazioni genitali, ed è il 42% della GenX a ritrovarsi in questa incertezza. Indagando sull’idea di quante donne/ragazze che hanno subito MGF e che attualmente vivono nel nostro Paese, solo il 2% ha risposto esattamente (tra 80 e 100mila), il 67% tende a sottostimare il fenomeno e di questi il 41% pensa che non siano più di 5.000.

In Italia, secondo uno studio condotto dall’Università di Milano Bicocca, Università di Bologna e ISMU si stima siano presenti circa 88.500 donne che hanno subito le MGF. La maggioranza delle quali nate all’estero (98%), mentre le donne che hanno subito la pratica fra le nate in Italia sono poco numerose, ma non zero. Le bambine sotto i 15 anni potenzialmente a rischio di MGF in Italia sono 16.000

Il Rapporto Globale sulle MGF 2025 – curato da End FGM European Network, U.S. End FGM/C Network ed Equality Now e presentato per la prima volta, a novembre a Roma, da Amref Italia – riporta quanto la pratica delle mutilazioni non sia presente solo in Africa, ma anche in Asia, Medio Oriente, America Latina, Europa e Nord America: in 94 Paesi. Le mutilazioni genitali femminili sono una violazione dei diritti umani che colpisce almeno 230 milioni di donne nel mondo, un dato in aumento del 15% rispetto a quello del 2000 (fonte Unicef).

Consapevoli del gap informativo nell’opinione pubblicata italiana – riporta l’indagine Ipsos per Amref Italia- l’87% ritiene che sia importante affrontare il tema delle mutilazioni genitali femminili. A pensarlo la quasi totalità dei Baby Boomers (91%). Come farlo? Primariamente attivando campagne di protezione delle minori e prevenzione in famiglia (32%); parlando nelle scuole con programmi di salute sessuale (27%); garantendo maggiore protezione alle donne che hanno subito mutilazioni genitali (23%) e realizzando campagne di comunicazione multilingue e mirate (23%).

Nel 2025, in sei Paesi africani, Amref ha trattato e segnalato circa 25 mila casi di violenza di genere. Sempre attraverso i suoi progetti, legati al tema dei Diritti della Salute Sessuale e Riproduttiva (SRHR) – dove vengono affrontate anche le MGF – sono state raggiunte 612 mila persone in dieci Paesi africani. Continuano i Riti di passaggio alternativo – cerimonie in cui viene celebrato il passaggio all’età adulte delle ragazze, ma eleminando la pratica della mutilazione genitale femminile – in Kenya, dove nel 2025 sono state salvate oltre mille bambine.

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