A seguito dell’approvazione del DDL immigrazione da parte del Consiglio dei Ministri l’11 febbraio, il Tavolo Minori Migranti – coordinato da Save the Children e composto da Ai.Bi., Amnesty International Italia, Associazione Agevolando, ARCI, ASGI, Caritas Italiana, Centro Astalli, CeSPI, CIDAS, CISMAI, CNCA, CIR, CivicoZero, Defence for Children International, Emergency, Terre des Hommes Italia, Intersos, Oxfam Italia, Salesiani per il Sociale, Save the Children Italia, SOS Villaggi dei Bambini e Tutori in Rete – ha lanciato un appello urgente al Governo e al Parlamento: fermare le norme che mettono a rischio diritti, protezione e percorsi di inclusione di minori non accompagnati e neomaggiorenni.
Del DDL immigrazione al momento è disponibile solo una versione informale. Se approvate come nel testo circolato, le nuove norme comprometteranno il futuro dell’applicazione della L.47/2017 (“Legge Zampa”), normativa modello in Europa per la tutela dei minori migranti soli. In quasi nove anni, la L. 47 ha permesso di costruire percorsi di accoglienza e inclusione attraverso il lavoro congiunto di istituzioni, operatori, società civile e migliaia di tutori volontari. Una legge nata per dare protezione piena e accoglienza adeguata ad adolescenti che arrivano in Italia da soli, spesso dopo viaggi drammatici.
Il DDL colpisce in particolare uno degli strumenti più importanti della L.47: il prosieguo amministrativo, che consente ai ragazzi arrivati in Italia da minorenni di proseguire nell’accoglienza e con un sostegno sociale fino ai 21 anni, su decisione del Tribunale per i minorenni. Questo istituto consente loro di completare percorsi di educazione, formazione, inserimento lavorativo e di consolidare i legami sociali costruiti durante la minore età. Non è un “beneficio”, ma il tempo necessario per costruire autonomia e appartenenza e diventare parte integrante della comunità. Ridurlo o limitarlo significherebbe interrompere percorsi positivi, aumentando vulnerabilità, rischi di sfruttamento e precarietà.
Le ricadute sarebbero ingenti: migliaia di neomaggiorenni rischierebbero di trovarsi improvvisamente soli, senza la possibilità di un sistema di sostegno prolungato in una fase cruciale della crescita. La disparità con i coetanei fuori famiglia per decisione del Tribunale – che possono accedere a misure di accompagnamento fino ai 21 anni – sarebbe evidente e ingiustificata.
Un altro punto critico è il rimpatrio assistito: il DDL sposta la competenza dal Tribunale per i minorenni al Prefetto. Una scelta che riduce tutele e apre alla prevalenza di logiche amministrative su valutazioni delicate che devono invece essere guidate dal superiore interesse del minore, come previsto dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Per queste ragioni, il Tavolo Minori Migranti chiede al Governo di ritirare le misure restrittive e al Parlamento di non approvare norme che indeboliscono protezione e inclusione, soprattutto su prosieguo amministrativo e rimpatrio assistito. Le organizzazioni si dichiarano pronte a un confronto immediato e costruttivo per rafforzare un sistema che, se pienamente attuato, rappresenta un presidio avanzato di tutela, sicurezza sociale e coesione per l’intera comunità.
La piena applicazione della L.47, ancora incompleta, è la strada maestra per un’accoglienza efficace e sostenibile. Investire nei percorsi dei minori soli significa investire nel futuro dei territori e nella coesione sociale. Indebolirli significherebbe al contrario lasciare indietro proprio chi ha più bisogno e compromettere il benessere collettivo.
A cura di Giusy D’Alconzo, Coordinatrice del Tavolo minori migranti per Save the Children
Per approfondimenti si veda:
Comunicato stampa del Tavolo Minori Migranti sul DDL immigrazione
Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri dell’11 febbraio 2026
e la sezione del sito del Gruppo CRC dedicata a Minori stranieri non accompagnati – Il diritto alla protezione e all’accoglienza
