Sostenere il valore e garantire la qualità dell’accoglienza residenziale per soggetti di minore età e genitori con figli è contenuto e obiettivo condiviso delle due ricerche condotte da CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti e SOS Villaggi dei Bambini ETS presentate a Roma nel corso del Convegno del 12 maggio 2026.

Le due ricerche presentano dati oggettivi, reali e concreti, rilevati attraverso un intenso lavoro condotto da professionisti esterni alle Organizzazioni, con l’obiettivo di analizzare sotto diversi punti di vista il ‘mondo interno’ delle due Organizzazioni, il funzionamento del sistema di accoglienza per minorenni e genitori con figli e i fattori che incidono sulla qualità dell’accoglienza. “Partire da noi” è stata una scelta di trasparenza e di responsabilità adulta che rende credibile – perché basato su dati oggettivi – il processo e gli esiti che hanno inteso ri-significare il senso, il valore e la realtà del sistema di accoglienza fuori da stereotipi, pregiudizi e semplificazioni che oggi accompagnano la narrazione di questo mondo complesso, vitale, straordinario ma ancora poco conosciuto.

Da una parte, SOS Villaggi dei Bambini ha analizzato i percorsi di accoglienza di bambini, bambine, adolescenti e giovani tra il 2018 e il 2024, mettendo in luce gli elementi che contribuiscono all’efficacia degli interventi. Dall’altra, la ricerca del Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti – CNCA, sviluppata con il contributo di 110 organizzazioni della propria rete, ha approfondito le caratteristiche del proprio sistema integrato di accoglienza nelle comunità residenziali e negli altri servizi rivolti a minorenni e genitori con figli, il profilo delle persone accolte e degli operatori, nonché i fattori che incidono sulla qualità e sulla sostenibilità del sistema per  riconfermare che le comunità e gli altri servizi per minorenni e genitori con figli sono basate sull’esigibilità dei diritti e sono  parte di un sistema integrato pubblico di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza che opera per accrescere il benessere dell’intero nucleo familiare.

Due ricerche guidate da un unico filo rosso: mettere a fuoco il lavoro e il valore dell’accoglienza, che ha successo laddove viene inserita in una rete in cui le famiglie e i minorenni si sentono supportati non solo da operatori/operatrici, ma anche dalle istituzioni e dal territorio su cui opera il sistema accoglienza. E dove viene assicurata la qualità dell’intervento, anche attraverso un “giusto prezzo” dei servizi che garantisca professionalità, formazione, supervisione, aggiornamento degli operatori.

In particolare, la ricerca di SOS Villaggi dei Bambini ETS, dal titolo “Bambini e ragazzi dimessi dai Villaggi SOS: i fattori predittivi di un’accoglienza di successo”, mette in evidenza gli elementi di successo dell’accoglienza. Questo studio ha preso in esame 499 percorsi di accoglienza conclusi tra il 2018 e il 2024. Per valutare l’efficacia dell’accoglienza, SOS ha scelto di dotarsi di quattro indicatori rigorosi, intesi come standard di qualità per orientare in modo sempre più preciso l’azione educativa (l’esistenza di un PEI – Progetto Educativo Individualizzato, il raggiungimento di almeno il 50% degli obiettivi del PEI, la partecipazione della persona di minore età o giovane alla progettazione del proprio percorso di uscita, una dimissione coerente con gli obiettivi del Progetto Quadro). L’organizzazione ha deciso di considerare un esito pienamente positivo solo quando tutti e quattro i criteri risultano verificati contemporaneamente: una scelta esigente che fissa uno standard elevato, perché alcune condizioni non dipendono esclusivamente dalla struttura di accoglienza, ma anche dal lavoro dei servizi pubblici, dalla situazione familiare, dalla rete territoriale e dalla complessità dei singoli percorsi.

I risultati mostrano con chiarezza che il successo dell’accoglienza dipende soprattutto da alcuni fattori chiave: la qualità delle relazioni costruite, il coinvolgimento e il lavoro con la famiglia di origine, il mantenimento dei legami tra fratelli, la tempestività dell’intervento e una minore complessità delle problematiche individuali. In particolare, nei servizi residenziali, aumentano le probabilità di successo quando l’accoglienza avviene in un contesto di tipo familiare, quando il bambino può contare su una figura adulta di riferimento stabile e quando fratelli e sorelle vengono accolti insieme, evitando ulteriori fratture affettive.


La ricerca del CNCA, dal titolo “Il nostro sistema integrato di tutela e accoglienza per minorenni e genitori con figli”,
analizza la qualità dei servizi di accoglienza per minorenni e genitori con figli promossi dalla propria rete, il cui motore è il sostegno ai diritti dei minorenni. Il sistema CNCA gestisce 1.793 unità di offerta, di queste solo 497 sono comunità, cresce infatti l’offerta di servizi diurni, a carattere preventivo e di sostegno alla genitorialità, segno di un importante impegno di investimento nella prevenzione dell’allontanamento e nella protezione dei legami familiari originali cosi come emerge un importante impegno nel sostegno ai processi di transizione alla maggiore età laddove sono cresciuti del 50% gli alloggi per l’autonomia a favore di ragazze/i, genitori con figli.

Sotto il profilo delle persone accolte, la ricerca indica quali elementi centrali: il disagio sociale (25%) e l’incuria (23%), la sofferenza della sfera psico-relazionale (51%) e dei disturbi psichiatrici (49%), senza incorrere in derive di “sanitarizzazione” forzata. L’obiettivo è mantenere un ambiente di “normalità accogliente” anche per i minorenni con alta complessità clinica, evitando di trasformare le comunità in reparti ospedalieri mascherati. La comunità è soggetto della comunità locale, è un sistema aperto. La ricerca CNCA indica che la sinergia con i servizi pubblici è solida (86%) e i rapporti di collaborazione con le formazioni sociali del territorio sono stabili e significativi (90%). Da incrementare è l’interazione con le imprese del territorio (solo il 16% di rapporti costanti), che limita le opportunità di inserimento lavorativo, e dunque di autonomia, per i neomaggiorenni.

Le due ricerche presentate evidenziano che la comunità è una risposta di aiuto che a partire dal principio di appropriatezza accoglie minorenni e famiglie in difficoltà in un sistema integrato pubblico di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza. Le comunità operano per sostenere le famiglie, non per contrapporsi a esse, come supporto fondamentale per migliorare il benessere. Per garantire qualità in maniera universale e rispondere anche alle raccomandazioni all’Italia del Comitato ONU per i Diritti dell’Infanzia, CNCA e SOS Villaggi dei Bambini unitamente alla rete “#5 Buone Ragioni” – chiedono allo Stato di definire i LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) del sistema di accoglienza residenziale – per rendere esigibili i diritti e per superare le disuguaglianze e la frammentarietà di offerta tra le diverse Regioni.

 

A cura di Liviana Marelli, CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, e Samantha Tedesco, SOS Villaggi dei Bambini ETS

 

Per approfondimenti si veda:

Bambini e ragazzi dimessi dai Villaggi SOS: i fattori predittivi di un’accoglienza di successo

Il nostro sistema integrato di tutela e accoglienza per minorenni e genitori con figli

e la sezione del sito del Gruppo CRC dedicata a Minorenni fuori dalla propria famiglia di origine