La riforma dell’istruzione tecnico-professionale nasce con l’obiettivo di rendere più forte il collegamento tra scuola, specializzazione e mondo del lavoro. Ma perché possa tradursi in un’opportunità reale per tutte e tutti, non basta creare nuovi percorsi: servono un orientamento di qualità, scelte davvero consapevoli e condizioni che permettano a ogni ragazza e ragazzo di proseguire il proprio percorso senza essere penalizzato dal contesto di partenza.
È da questa prospettiva che il dossier “Attraversamenti. La formazione tecnica e professionale: tra percorsi di riforma, equità e orientamento” , pubblicato da Save the Children Italia, analizza il nuovo modello 4+2, attraverso le voci di 15 esperti e di 65 studentesse e studenti provenienti da istituti tecnici, professionali e Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Al centro della ricerca c’è il tema dell’equità educativa e il rischio che condizioni sociali, background migratorio, genere o territorio possano ancora incidere sulle scelte e sulle opportunità future.
La riforma introduce nel sistema dell’istruzione italiano la nuova filiera formativa tecnologico-professionale, comunemente indicata come modello 4+2, che da quest’anno scolastico entra nell’offerta ordinaria del secondo ciclo, dopo una fase sperimentale.
Gli istituti tecnici e professionali possono attivare percorsi di scuola superiore della durata di quattro anni, in alternativa ai tradizionali cinque, collegati alla possibilità di proseguire la formazione di due anni negli ITS Academy (Istituti Tecnologici Superiori).
Il passaggio da cinque a quattro anni pone il tema della qualità e completezza della formazione: la riorganizzazione della didattica non deve ridurre lo spazio dedicato alle discipline di base e alle competenze civiche e culturali, fondamentali per sviluppare pensiero critico e autonomia.
Ma quanti studenti finora hanno scelto il modello 4+2? Il modello 4+2 è in crescita, ma resta ancora poco diffuso: nel 2026/27 ci sono state 10.532 iscrizioni, circa 5.000 in più rispetto all’anno precedente, pari però all’1,9% dei nuovi iscritti alle scuole superiori. Nei primi due anni di sperimentazione sono stati autorizzati 626 percorsi ma ne sono stati effettivamente avviati 442 in 307 scuole. A marzo 2026 sono stati autorizzati altri 532 percorsi, coinvolgendo oltre 700 istituti.
L’obiettivo della riforma è costruire una filiera più integrata, capace di mettere in relazione istituti tecnici e professionali, percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, ITS Academy e mondo produttivo, rafforzando la continuità tra formazione, specializzazione e lavoro.
Per approfondimenti e per consultare il rapporto si veda: Back to School: riforma dell’istruzione tecnico-professionale, equità e orientamento
