L’Italia è tra i Paesi europei con il tasso di criminalità minorile più basso, ma negli ultimi anni aumenta il numero di minorenni denunciati o arrestati per alcuni reati violenti come rapina, lesioni personali e rissa.

È quanto emerge dal rapporto “(Dis)armati) – Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà”, realizzato dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS. L’indagine racconta un fenomeno complesso, che non può essere risolto solo con la sicurezza o l’ordine pubblico: dietro molti episodi di violenza emergono fragilità emotive, solitudine e vuoti educativi e relazionali che interrogano con urgenza il mondo degli adulti e delle istituzioni.

Il rapporto “(Dis)armati” restituisce un quadro articolato della violenza giovanile in Italia, attraverso dati e testimonianze raccolte tra minorenni e neomaggiorenni, rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, magistrati, esperti, operatori del terzo settore e del sistema di giustizia minorile che accompagnano ragazze e ragazzi nei percorsi di reinserimento. L’indagine, che ha approfondito la situazione in città come Roma, Milano, Napoli, Bari e Terni, evidenzia come negli ultimi anni siano cambiate intensità, modalità e percezione della violenza tra gli adolescenti: da un lato fotografa i cambiamenti della violenza agita dagli adolescenti, da soli o in gruppo, dall’altro segnala l’aumento della permanenza prolungata dei minori nel sistema penale di giustizia minorile, anche in seguito all’attuazione del Decreto Caivano (DL 123/2023, convertito in L.159/2023).

I recenti episodi di violenza che hanno coinvolto minori e giovani raccontano un fenomeno complesso che non può essere affrontato solo con clamore mediatico e risposte punitive. Dall’indagine emerge un quadro della violenza che è un grido profondo degli adolescenti e che interroga con urgenza il mondo degli adulti.

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