Il programma Città Amiche dei Bambini e degli Adolescenti (Child Friendly Cities Initiative – CFCI) è un’iniziativa globale lanciata nel 1996 da UNICEF e dal Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN-Habitat). In Italia, il programma è coordinato da UNICEF Italia e mira a tradurre i principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle politiche e nelle pratiche delle amministrazioni locali.
<< Esperienze di partecipazione
Città Amiche dei Bambini e degli Adolescenti – UNICEF
Il programma è promosso e coordinato dal Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS (UNICEF Italia). L’iniziativa si avvale anche del supporto di partner istituzionali, come l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI)nell’ambito di un protocollo di collaborazione.
Il programma è rivolto agli amministratori comunali con lo scopo di diffondere un approccio alla programmazione delle politiche locali basato sui diritti e sulle evidenze frutto di analisi dei dati legati alla condizione dei minorenni presenti sul territorio del Comune.
Le Città che aderiscono al programma UNICEF sono Comuni che decidono di intraprendere un percorso strutturato per integrare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle politiche e nelle pratiche amministrative. Il processo coinvolge diversi attori, tra cui:
- Amministrazioni comunali
- Enti pubblici (tra cui scuole e istituzioni educative)
- Organizzazioni del terzo settore
- Studenti
- Consigli comunali dei ragazzi e delle ragazze
Il programma è attivo in numerosi comuni italiani, distribuiti su tutto il territorio nazionale. Alcuni esempi di città che hanno ottenuto l’accreditamento come “Città Amiche dei Bambini e degli Adolescenti” includono:
- Prato (validità accreditamento: 2024-2026)
- Treviso (validità accreditamento: 2023-2025)
- Empoli (validità accreditamento: 2024-2026)
- Lecco (validità accreditamento: 2025-2027)
- Analisi e monitoraggio della condizione dell’infanzia a livello locale
Le Città Amiche basano il proprio percorso su una analisi sistematica della condizione di bambine, bambini e adolescenti presenti nel territorio comunale (dati, servizi, bisogni, disuguaglianze), utile a orientare decisioni politiche informate e a monitorare nel tempo l’impatto delle politiche locali. - Partecipazione attiva di bambine, bambini e adolescenti
La partecipazione dei minorenni è un metodo strutturale di lavoro, non un’azione occasionale: le Città Amiche promuovono spazi e strumenti di ascolto e coinvolgimento affinché bambine, bambini e adolescenti possano contribuire ai processi decisionali che incidono sulla vita cittadina. L’inserimento nello Statuto Comunale del riferimento all’art.12 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – come previsto dal Programma UNICEF – permette di istituzionalizzare il coinvolgimento attivo dei minorenni nei processi decisionali. Così come prevedere quali membri di diritto i rappresentanti degli studenti in un tavolo di lavoro sulle politiche 0-18 tra l’amministrazione, la società civile e diversi stakeholder del territorio, garantisce il contributo dei ragazzi alla programmazione di piani, servizi e progetti. - Integrazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nella governance locale
Il programma adotta un approccio trasversale e coordinato che coinvolge tutti i settori dell’amministrazione comunale e diversi attori del territorio impegnati a vario titolo nella promozione dei diritti dei minorenni, per integrare i principi della Convenzione ONU nel bilancio, nelle politiche urbane e sociali, attraverso strategie e piani d’azione condivisi.
- Diffondere una cultura dei diritti come base per la programmazione
Accrescere tra amministratori, funzionari, personale tecnico e amministrativo la conoscenza della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, divulgando linee guida nazionali e internazionali. - Tradurre i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle politiche locali
Supportare le amministrazioni comunali nell’attuazione concreta della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, integrando i diritti di bambine, bambini e adolescenti nella programmazione, nelle politiche e nelle pratiche amministrative locali. - Rafforzare la partecipazione di bambine, bambini e adolescenti
Promuovere la partecipazione significativadei minorenni ai processi decisionali che li riguardano, garantendo ascolto, coinvolgimento e considerazione delle loro opinioni nella vita pubblica e nelle scelte che incidono sul territorio. - Migliorare il benessere e la qualità della vita a livello locale
Costruire città inclusive, sicure e sostenibili, capaci di offrire a tutti i bambini e gli adolescenti pari opportunità di sviluppo, accesso ai servizi essenziali, protezione, spazi di gioco e socialità, contribuendo al benessere dell’intera comunità.
- Politiche e decisioni locali più attente ai diritti dell’infanzia
Le amministrazioni sviluppano politiche, piani e bilanci child‑responsive, basati sull’analisi della situazione dei minorenni e sull’integrazione sistematica dei diritti dell’infanzia nella programmazione locale. - Partecipazione stabile e riconosciuta di bambine, bambini e adolescenti
Bambine, bambini e adolescenti dispongono di spazi e strumenti strutturati di partecipazione, attraverso cui la loro voce viene ascoltata e presa in considerazione nelle decisioni che riguardano la città, in modo continuativo e non episodico. - Miglioramento misurabile del benessere e delle condizioni di vita
Il percorso produce miglioramenti concreti e monitorabili nella qualità della vita dei minorenni (accesso ai servizi, inclusione, sicurezza, spazi urbani, opportunità di sviluppo), con benefici estesi all’intera comunità, e fornisce strumenti di analisi, monitoraggio e valutazione
