Guardo alla questione dei NEET e alla crisi della transizione tra scuola e lavoro attraverso l’esperienza di un grande cantiere di potenziamento educativo. Sono, infatti, oltre 600 i cantieri educativi avviati da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, insieme ad altrettante “comunità educanti” composte da oltre 8.500 organizzazioni, tra terzo settore, scuole, enti pubblici e privati, che ha permesso di coinvolgere più di mezzo milione di bambini/e e ragazzi/e insieme alle loro famiglie. Questa grande, unica, esperienza di alleanza educativa ci sta insegnando moltissimo.

Anche i dati dell’Osservatorio promosso da Con i Bambini e Openpolis mostrano che l’Italia resta, ancor più dopo il Covid, uno dei paesi UE con più giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione. Un fenomeno, quello dei Neet, che rappresenta un enorme spreco di potenziale, soprattutto per un paese ricco che, però, è da anni in forte squilibrio demografico in cui gli under 18 dai poco più di 9 milioni di oggi, saranno, nel 2050, 7,6 milioni.

Inoltre, i minorenni in povertà assoluta sono triplicati mentre quelli, ulteriori, in povertà relativa sono raddoppiati e oggi sono, rispettivamente, 1,4 e 2,2 milioni. È un’enormità: un terzo dei nostri bambini/e e ragazzi/e vive in condizioni di esclusione precoce. È un terzo del nostro comune futuro. L’Italia dovrebbe davvero affrontare il fenomeno in modo profondo e sistemico perché oggi è spaccata in due. Infatti, i numeri, in termini di disuguaglianze educative e di Neet relativamente ai territori, descrivono due Italie: una allineata alla media Ue, l’altra molto distante, con un divario riconducibile sì al fortissimo gap tra Centro-Nord e Sud ma anche ai divari tra periferie povere e centri protetti e tra aree interne spopolate e aree metropolitane.

Vi è corrispondenza diretta tra la presenza di Neet e il mancato possesso di competenze: le province con più Neet tendono a coincidere con quelle con i più bassi livelli medi di apprendimento (v. dati OCSE-Pisa e Invalsi su lettura/comprensione e matematica di base). I recenti dati Invalsi 2023 mostrano che gli studenti con risultati in linea con gli standard richiesti è pari solo al 51% per l’Italiano, al 50% per la Matematica (contro percentuali rispettivamente del 64% e del 61% nel 2019 e del 52% e 50% nel 2022). E il nostro Osservatorio #conibambini conferma che i territori dove si concentrano le competenze inadeguate sono anche quelli ai primi posti per quota di Neet.

Rispetto, inoltre, al tema della partecipazione, i ragazzi che posseggono maggiori competenze cercano in autonomia contesti di partecipazione mentre i ragazzi più vulnerabili e fragili (per esempio quelli coinvolti dai progetti finanziati da Con i Bambini) fanno molta più fatica a proporsi, a far valere il proprio contributo alle azioni comuni e a riconoscere e far riconoscere le loro competenze, tanto che il primo compito degli educatori è spesso quello teso a potenziare le loro “life skills” – un accompagnamento dedicato a “tirar fuori” le capacità assopite o mortificate.

Come altrove nel mondo, anche in Italia non è semplice “agganciare” i giovani Neet. Occorre intervenire con azioni integrate di “reaching-out”, andare verso, curando la prossimità fondata sulla personalizzazione e la flessibilità di azioni e approcci perché mai va dimenticato che si tratta di singole persone e non di una categoria unica e indifferenziata.

Per questo, nelle aree fragili, ogni politica pubblica deve costruire un telaio stabile di sviluppo socio-educativo locale attento alle persone. Il che significa rafforzare la regia unitaria tra scuole, terzo settore, volontariato, comuni e loro reti di servizi, mondo dello sport, imprese, luoghi dell’arte, della comunicazione, della creatività e della bellezza. Il punto di partenza – ci dice l’esperienza di tanti nostri cantieri – sono i ragazzi/e stessi/e, i loro vissuti e esperienze, le loro aspirazioni, i possibili progetti di vita. Informazione, orientamento, formazione, tutoring e nuove strategie di comunicazione devono partire dai ragazzi stessi.

È questa la sfida delle tante comunità educanti già al lavoro in ogni parte d’Italia.

 

A cura di Marco Rossi-Doria, Presidente Con i Bambini

 

 

Per approfondimenti si veda:

 

Osservatorio #conibambini: “Neet: in Italia 1 giovane su 5 non studia e non lavora”, 11 luglio 2023

L’Osservatorio #conibambini ogni martedì pubblica un aggiornamento tematico o territoriale. Tutti i report sono consultabili sul sito di Con i Bambini

e la sezione del sito del Gruppo CRC dedicata a La dispersione scolastico formativa.