L’articolo 37 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzie e dell’Adolescenza richiede agli Stati parti di vigilare affinché “nessun fanciullo sia sottoposto a tortura o a pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti”. L’articolo fa riferimento nello specifico alla privazione della libertà e alle condizioni di imprigionamento, arresto e detenzione di una persona di età minore.

A partire dalle Osservazioni Conclusive del 2003 (punto 31 e 32) avanzate dal Comitato ONU, il Gruppo CRC ha preso in considerazione la tematica nelle proprie attività di monitoraggio periodiche sull’attuazione della CRC in Italia.

INTRODUZIONE DEL REATO DI TORTURA

Il Gruppo CRC a partire dal 2° Rapporto di aggiornamento ha monitorato in particolare l’attuazione delle raccomandazioni avanzate nelle Osservazioni Conclusive del 2003 (punto 32 a), rilevando il mancato adeguamento della legislazione italiana rispetto all’introduzione del reato di tortura nel Codice penale, arrivato solo nel 2017 con la legge n. 110.

Leggi l’analisi e le raccomandazioni del Gruppo CRC sul reato di tortura in ciascun Rapporto di aggiornamento:

 

PUNIZIONI CORPORALI

Nel Commento Generale n.8 (2006) The right of the child to protection from corporal punishment and other cruel or degrading forms of punishment, il Comitato ONU definisce le punizioni corporali come “qualsiasi punizione per la quale viene utilizzata la forza fisica, allo scopo di infliggere un certo livello di dolore o di afflizione, non importa quanto lieve. Nella maggior parte dei casi consiste nel colpire («picchiare», «schiaffeggiare», «sculacciare») i bambini, utilizzando la mano o un utensile – frusta, bastone, cintura, scarpa, cucchiaio di legno, ecc.”.

Il Comitato ONU ha riportato le proprie osservazioni e raccomandazioni sul tema delle punizioni corporali nelle Osservazioni Conclusive del 2011 (punto 34 e 35) e nelle Osservazioni Conclusive del 2019 (punto 20). Il Gruppo CRC si è occupato del monitoraggio dell’attuazione delle raccomandazioni e dei principi stabiliti dal Commento Generale n.8 a partire dal 5° rapporto CRC.

Leggi l’analisi e le raccomandazioni del Gruppo CRC sul tema delle punizioni corporali o degradanti nei confronti dei bambini in ciascun Rapporto di aggiornamento:

Approfondimento: 

Per monitorare lo stato della legislazione globale in materia di tutela dell’infanzia e adolescenza dalle punizioni corporali consultare l’iniziativa globale “End all corporal punishment”.

 

MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

Con l’espressione «mutilazioni genitali femminili» si fa riferimento a tutte le forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o altre modificazioni indotte agli organi genitali femminili, effettuate per ragioni culturali o altre, comunque non terapeutiche.

Leggi l’analisi e le raccomandazioni del Gruppo CRC sul fenomeno delle Mutilazioni Genitali Femminili in Italia in ciascun Rapporto di aggiornamento:

Approfondimento:

La Convenzione ONU contro la tortura (CAT) è stata adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1984 ed è entrata entrata in vigore il 27 giugno 1987. È stata ratificata dall’Italia con Legge n. 489 del 3 novembre 1988 (Gazzetta Ufficiale n. 271 S.O. del 18 novembre 1988).

Per visualizzare la Convenzione ONU contro la tortura e altri trattamenti o punizioni disumani e degradanti clicca qui: in inglese ed in italiano;
Per visualizzare lo status delle firme e delle ratifiche clicca qui.

Il Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU contro la tortura (OPCAT), adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 2002, è entrato in vigore il 22 giugno 2006. È stato firmato dall’Italia il 20 agosto 2003 ed approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati il 24 ottobre 2012. L’obiettivo del Protocollo è di prevenire la tortura e gli altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani e degradanti (maltrattamenti) mediante l’istituzione di un sistema di visite regolari nei luoghi di detenzione, da parte di “meccanismi preventivi nazionali” indipendenti che gli Stati parte del Protocollo si impegnano a istituire o nominare, e di un nuovo organismo internazionale di esperti, il Sottocomitato per la prevenzione della tortura.

Per visualizzare il Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU contro la tortura clicca qui;
Per visualizzare lo status delle firme e delle ratifiche clicca qui.

Il Comitato ONU contro la tortura, istituito dall’art. 17 CAT, ha il compito di monitorare lo stato di attuazione della CAT nei Paesi che l’hanno ratificata. È composto da dieci esperti di alta moralità e di riconosciuta competenza nel campo dei diritti dell’uomo, che partecipano a titolo personale.

Per visualizzare gli attuali componenti del Comitato clicca qui.

Ai sensi dell’art. 19 CAT gli Stati sono tenuti a presentare al Comitato un Rapporto sullo stato di attuazione della CAT dopo un anno dalla ratifica e successivamente ogni 4 anni. Il Comitato, dopo aver esaminato il Rapporto Governativo, formula e rivolge agli Stati preoccupazioni e raccomandazioni contenute nelle Osservazioni Conclusive.

Per ulteriori informazioni sul Comitato ONU contro la tortura clicca qui.
Per visualizzare i Rapporti presentati dall’Italia e le Osservazioni Conclusive rivolte dal Comitato all’Italia clicca qui.