Contesto italiano sul tema della partecipazione
L’Italia ha riconosciuto il diritto di bambine, bambini e adolescenti a partecipare attivamente alla vita pubblica fin dalla ratifica della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC), avvenuta con la Legge n. 176 del 1991. L’articolo 12 della CRC sancisce il diritto di ogni persona di minore età a essere ascoltata e a vedere le proprie opinioni debitamente considerate in tutte le questioni che la riguardano. Questo articolo rappresenta il fondamento giuridico del principio di partecipazione, progressivamente integrato nella legislazione nazionale e tradotto in interventi concreti attraverso risorse dedicate e meccanismi specifici.
Tra gli sviluppi più recenti a livello nazionale, si segnala il Manifesto sulla partecipazione dei minorenni, promosso nel 2021 dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA), che contiene raccomandazioni rivolte alle istituzioni per rafforzare l’attuazione del diritto all’ascolto. Nel 2022, il Dipartimento per le Politiche della Famiglia ha emanato le Linee guida per la partecipazione di bambine, bambini e adolescenti, con indicazioni operative per adulti che lavorano con minori, volte a promuovere una cultura dell’ascolto e della partecipazione come elementi intrinseci a tutti i processi decisionali che li riguardano.
Nel 2024, l’AGIA ha inoltre pubblicato il documento di studio e proposta “Ragazze, ragazzi e adulti nei processi partecipativi. Pratiche e strategie”, un’indagine che approfondisce il tema della partecipazione ai processi decisionali a partire dalle esperienze vissute e dalle opinioni delle giovani e dei giovani coinvolti.
Nonostante l’attenzione crescente da parte delle istituzioni – testimoniata, ad esempio, dall’istituzione nel 2024 della Giornata nazionale dell’ascolto dei minori – la partecipazione dei minorenni in Italia presenta ancora criticità significative. Il quadro attuativo risulta disomogeneo sia a livello territoriale che settoriale, con una forte frammentazione delle esperienze e una strutturazione insufficiente dei percorsi partecipativi. Restano limitate, o talvolta assenti, la rappresentatività dei soggetti coinvolti, la continuità dei meccanismi attivati e la valutazione dell’impatto effettivo delle pratiche esistenti, così come la loro accessibilità e inclusività.
Il monitoraggio del Gruppo CRC: Il principio di partecipazione e ascolto del minore
Anche il Gruppo CRC svolge un ruolo significativo nel monitoraggio dell’attuazione del diritto alla partecipazione, sancito dall’Articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. A partire dal 3° Rapporto CRC, ha rivolto un’attenzione specifica alla partecipazione delle persone di minore età, analizzando il contesto italiano, valorizzando esperienze concrete e formulando raccomandazioni per rafforzare il coinvolgimento attivo di bambine, bambini, ragazze e ragazzi nei processi decisionali che li riguardano. Questo lavoro rappresenta un contributo essenziale per la diffusione di pratiche partecipative qualificate e per l’orientamento delle politiche pubbliche, in una prospettiva di ascolto autentico e valorizzazione delle opinioni delle persone di minore età.
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